L’aria natalizia si sente a Campi Bisenzio, dove ormai vivo da quasi due anni, e quest’anno, per tutto il periodo di Natale, è stato allestito a villa Montalvo il magico parco di Natale.

Bisogna chiarire che il parco di Villa Montalvo è sterminato, ma per godere del parco di Babbo Natale (aperto solo dal venerdì alla domenica) bisogna fermarsi nel primo parcheggio che si incontra e dirigersi verso la biblioteca, fiancheggiando la sala della Limonaia per raggiungere la biglietteria. Qui i biglietti sono divisi: i biglietti per i soli adulti (che comprende anche due genitori con un bimbo) costano 7€; il biglietto per le famiglie che hanno due o più bambini prevede il biglietto per ciascun adulto al 20% di sconto (ovvero 5,50€) e biglietto per bambini al 50% (ovvero 3€ ); infine i biglietti per i bimbi da 2 a 11 anni 6€. Inoltre, tutti i venerdì fino al 18 dicembre avranno il prezzo dimezzato.

Passato il cancello accanto alla biblioteca si può entrare nel parco… vi sono due stand di vendita di regali a destra e a sinistra, nel quale si possono trovare oggetti di artigianato quali gufi e ricami e presepi con le statuine in vendita, vi è uno stand con dentro un’auto, il premio per la lotteria di Natale. Proseguendo diritti si possono trovare due stand dedicati all’alimentazione (l’unico che ricordo è quello della Pecora Itinerante, il più lontano), ed un presepio.

Torniamo indietro verso la sala della Limonaia e passiamo oltre al tavolino al quale vengono venduti i biglietti per la lotteria ed entriamo nella sala, dove è tutto buio… solo di tanto in tanto le lampade cambiano colore, dal blu al rosso, al giallo, al verde. In mezzo alla lunga sala sono stati allestiti dei piccoli panorami invernali, in cui gli animali fanno capolino, ed in fondo si trova un caminetto con un pianoforte sommerso dai pacchi… è qui che Babbo Natale attende i bimbi che gli consegneranno la letterina e in cambio gli offrirà una caramella, ma alla Piccioncina non è ancora passata la paura delle barbe lunghe e non vuole avvicinarsi a Babbo Natale. Nemmeno il fatto che la mamma si avvicini e cerchi di invogliarla con il cestino ha molto successo e solo dopo molto si concede una foto con l’uomo barbuto.

L'aereo dei patrioti

La parte dedicata ai gonfiabili [Fonte]

Usciamo dalla sala e scopriamo che ci manca ancora una parte da vedere: si tratta del lungo capannone che si vede all’esterno… e che miseria. Un terzo del capannone, o anche meno, è dedicato ai gonfiabili in cui i bimbi possono accedere accompagnati al massimo da un adulto. Nel caso in cui si fossero superati i cento bimbi in questa parte, sarebbe scattato un conto alla rovescia di venti minuti per far godere a tutti dei divertimenti. Il resto è diviso a metà nel senso della lunghezza: da una parte vi è un laboratorio per scrivere la letterina e fare costruzioni con l’argilla, l’altra metà è vuota.

In realtà, quando siamo arrivati noi meno della metà dello spazio sfruttato era dedicato allo spettacolo di un gruppo locale di pattinaggio, ma non siamo stati minimamente attirati.

Finito di vedere il tutto, possiamo tornare al banco della Pecora Itinerante a scaldarci con una buona tazza di cioccolata calda e delle castagne, chiacchierando con un nostro amico che è stato assunto.

Per giungere alle conclusioni, devo trovare che è stato molto deludente. Concedo il fatto che fossero al primo anno, ma avevamo letto delle renne e non se n’è vista mezza, inoltre credo che se avessero messo degli stand a disposizione degli artigiani locali ci sarebbe stata un po’ più di vita… per fare un esempio, il mercatino settimanale del sabato o quello del giovedì a Capalle hanno molta più vita di quanta ne ho vista il sabato che ci sono stata.

Un’altra cosa che sarebbe da modificare è la navetta. E’ stata messa a disposizione una navetta dal centro di Campi Bisenzio al parco, quando è facilmente raggiungibile anche a piedi, ma come sempre i collegamenti da Capalle (sempre nel comune di Campi) sono scarsi: un autobus che passa ogni mezz’ora e non c’è alcun modo sicuro per giungervi a piedi o in bici. Non sarebbe stato meglio fare un altro ponte sul Bisenzio a quest’altezza?

Ai posteri l’ardua sentenza…