Dopo cinque giorni nell’aria parigina, purtroppo tocca anche a noi il momento del rientro.

La torre Eiffel ci saluta da lontano

La torre Eiffel ci saluta da lontano

Le sveglia è impostata presto alla mattina e terminiamo di preparare le valigie e vestirci. Controlliamo la strada perché, a differenza dell’andata, prenderemo la RER ai giardini del Luxembourg fino all’aeroporto Charles de Gaulle, e scendiamo alla reception per pagare la stanza e, messa la Piccioncina in fascia, ci inoltriamo nelle strade silenziose di Parigi dove i bar stanno appena aprendo e i senzatetto dormono nei portoni… mi ritrovo a pensare che difficilmente ho visto così tanti clochard in vita mia, che fosse da solo o in coppia, davvero non ho visto portoni liberi, anzi… una volta ho visto pure un materasso accanto ad una cabina del telefono usata come riparo.

Passiamo accanto al Pantheon che non abbiamo avuto modo di visitare e davanti a noi la torre Eiffel fa capolino tra i condomini e gli alberi del giardino e la fermata non è molto distante. Decidiamo di sfruttare i nostri pass fino all’ultimo e passiamo il biglietto per entrare alla RER e prendere il primo, dove una variegata umanità inizia la sua giornata. Qualcuno è anche cortese e lascia il posto per me e la bimba e guardo con attenzione il panorama e le fermate, perché nell’ultimo giorno ci concediamo l’unica infrazione alle regole: il nostro pass per i trasporti è valido solo nelle zone dalla 1 alla 3, mentre l’aeroporto è alla 5… quindi il pensiero che passi un controllore e ci appioppi una multa c’è.

Il viaggio è tranquillo fino alla fine e la Piccioncina non si agita più di tanto e possiamo scendere all’aeroporto, ma qui c’è l’inghippo! I francesi sono peggio di Brunetta e hanno messo il tornello con biglietto anche all’esterno. Simone riesce a passare senza problemi, tanto che non ci rendiamo conto del problema finché non tocca a me passare. Con bimba e trolley sono molto meno agile, tuttavia con l’aiuto di Simo che tiene aperto il tornello guadagniamo la libertà.

Io mi prenderò un giornale!

Io mi prenderò un giornale!

Mettiamo la Piccioncina a cavalcioni del trolley e attraversiamo nuovamente tutto l’aeroporto fino ad arrivare al punto in cui siamo arrivati. Prima dei metal detector non c’è molto con cui passare il tempo, quindi raggiungiamo i controlli… e Simone guadagna una perquisizione. Non avendo nulla da nascondere possiamo raggiungere il gate e i passeggeri in attesa sono quelli dell’aereo precedente (siamo arrivati con due ore di anticipo sull’imbarco).

E qui, nell’attesa, si pone lo stesso problema che abbiamo riscontrato a Venezia: non c’è nessuna parte in cui un bimbo può svagarsi prima della partenza. La Piccioncina adocchia la libreria con i periodici dell’aeroporto e li prende e sfoglia prima di rimetterli via… ma l’attesa è ancora lunga e ci dirigiamo al bar all’angolo prima dei gate. Prendiamo un cappuccino (che pur venendo fatto da una macchinetta non sa di niente), un tea (il quale è così caldo che ci si può cucinare la pasta e non basta un quarto d’ora a renderlo bevibile) ed uno yogurt all’albicocca (che il tavolo ha molto gradito). Terminiamo l’attesa e nuovamente ci viene assegnato l’ingresso prioritario per via della bimba e possiamo salire a bordo… qui, la Piccioncina si addormenterà fino all’arrivo a Venezia, sognando le avventure appena trascorse…

Ci sono alcune cose da ricordare su Parigi:

  • se siete alti più di 1,80 m leggete attentamente le recensioni degli hotel per sapere le dimensioni dei letti, noi abbiamo scelto il Saint Christophe perché era con le recensioni migliori sotto questo punto di vista
  • non prendete la colazione all’hotel, ma dirigetevi verso una delle tante patisserie. Qui si possono trovare anche prodotti salati per il pranzo (uno degli ultimi giorni abbiamo preso un paio di torte salate e abbiamo risparmiato almeno 20 € sul pranzo, oltre ad essere buonissime)
  • scordatevi il passeggino, a meno che non vogliate fare palestra, vi sono scale ovunque e mancano degli scivoli anche per le sedie a rotelle
  • pianificate attentamente il viaggio e sfruttate la metro come se non ci fosse un domani, sulla mappa le distanze possono sembrare piccole, ma non lo sono