Il titolo originale quando ho condiviso su facebook questo stato era “Giorno 3 ovvero come morire in bellezza”. Già, perché questo giorno è dedicato alla visita di uno dei musei più grandi in cui sono stata, se non il più grande in assoluto.

La piramide capovolta... NON si entra da qui con il pass

La piramide capovolta… NON si entra da qui con il pass

Dall’albergo prendiamo la metropolitana fino a Les Piramides, dove arriviamo più o meno alle 10. Ci dirigiamo subito verso la piramide rovesciata per raggiungere l’ingresso, ma ci informano che quello dedicato al Paris Pass si trova di sopra. Torniamo indietro fiancheggiando negozi di souvenir e cioccolatini e usciamo, andando verso la piramide di vetro dove si snodano due code: la più lunga è per coloro che non sono in possesso del Pass e che dovranno aspettare molto tempo per entrare, l’altra è così corta che è quasi inesistente.

Ci fanno un controllo al metal detector e scendiamo al piano sottostante dove si trovano altre file per fare il biglietto, ci vuole un po’ prima che capiamo come fare per utilizzare il pass e ottenere un’audioguida e quindi ci mettiamo ad aspettare il nostro turno ad una delle casse. Chiediamo due audioguide possibilmente in italiano e ci chiedono se vogliamo una “pushchair” affittata gratuitamente dal museo… che diamine è una pushchair? Dal mio inglese maccheronico riesco a capire che si tratta di una sedia a rotelle e ringraziamo declinando l’invito. Da lì saliamo al piano soprastante tramite una scala mobile e ci mettiamo in fila per l’audioguida.

Già m’immagino che l’audioguida sia la solita cornetta da tenere all’orecchio, ma ci sorprendono: si tratta di un nintendo 3ds XL che viene settato sulla nostra lingua (come avete avuto modo di notare non è scontato) e ci viene chiesto in cambio un documento. Il costo dell’audioguida è di soli 5 € l’uno e si può prenotare sia alle casse che al totem vicino al banco, ma su questo sono impostati di base tre percorsi di cui noi abbiamo scelto due: il percorso dei capolavori e quello dei bambini alle curiosità egizie.

Partiamo con il primo percorso che ci spiega com’è nato e stato costruito il Louvre e sullo schermo si può vedere la mappa sulla quale vieni individuato tramite GPS ed il percorso e poi si giunge davanti ad una sfinge. Da qui seguiamo il corso della storia, ammirando le sculture greche e romane (purtroppo non ci siamo fermati a vedere quelle etrusche) e le foto si sprecano. Sì, le foto, perché a differenza dei musei italiani, in Francia puoi fotografare tutto quello che vuoi purché non utilizzi il flash.

Busto perfetto in ogni dettaglio

Busto perfetto in ogni dettaglio

Ammiriamo la Venere di Milo, Artemide Cacciatrice, il cui arco è stato perso nel recupero della statua, e ci sembra che Ermafrodito dorma su un morbido materasso non di marmo da quanto è liscio e lucente. Accanto ad Ermafrodito si trova anche la statua di Amore e Psiche, della quale abbiamo fatto diverse foto per raccogliere tutto l’amore delle due figure. Mentre vaghiamo tra le varie sale, sbagliamo strada e ci ritroviamo nelle sale del rinascimento italiano, dove i Prigioni di Michelangelo conquistano una larga fetta della sala. Ma non sono tanto questi che catturano la nostra attenzione, quanto i busti a lato, perfetti in ogni pizzo di marmo.

La Piccioncina è divisa tra l’adorata tetta, le opere d’arte, una susina, di cui controlliamo attentamente che non butti il nocciolo a terra, e la guida della mamma che cerca di rubare in tutti i modi.

La Nike di Samotracia

La Nike di Samotracia

Rimproverati dalla guida per la digressione storica, rientriamo in carreggiata e ci attende una lunga scalinata sulla quale troneggia la Nike di Samotracia. Per me che l’ho vista solo sui libri di storia dell’arte è uno shock trovarmi davanti questo colosso di 8 metri di cui 5 di sola statua, mentre io pensavo di trovarmi davanti una statuetta di 10-20 cm. Come l’audioguida ci spiega, la statua è un progetto ardito: le ali lunghe un paio di metri sono attaccate soltanto alla schiena, senza alcun supporto per il peso, mentre le vesti sembrano bagnate e, assieme alla gamba sinistra arretrata, spingono all’eccesso la dinamicità della figura.

Proseguiamo nella galleria di Apollo e nel vestibolo rotondo ci fermiamo a riposare e a osservare l’esterno e le statue che ornano tutto il cornicione, sul cui soffitto sono rappresentati il giorno e la notte, oltre alle nove muse e i segni zodiacali. In questa sala vi è rappresentato Luigi XIV, il Re Sole, che all’epoca era un’idea rivoluzionaria e al centro della sala sono raggruppate numerose coppe e calici in pietra dura.

Ritorniamo davanti alla Nike e ci addentriamo nella galleria dei pittori italiani. Qui si trovano le opere di autori quali Caravaggio e Leonardo da Vinci. Le mura sono affollate di persone e ci affidiamo alla nostra guida per guardare le opere più interessanti, come il martirio di San Sebastiano e varie vergini con il bambino. Una sala si apre a destra e qui c’è un assembramento di gente davanti ad un muro con un semplice quadro: è la Monna Lisa, che ha attirato torme di visitatori da quando è stata rubata la prima volta ed è protetta da un cordone, una balaustra di legno ed un quadro. Avvicinarsi è lungo e la gente spinge come se non ci fosse un domani, la Piccioncina comincia a diventare rossa per il caldo e la mancanza d’aria. Finalmente riusciamo a farci un po’ di spazio e qualche foto sgranata e passiamo oltre il cordone per uscire.

DSC_0881

Le Nozze di Cana, Veronese

Da lì ci godiamo l’audioguida che ci spiega gli altri quadri che si trovano nella sala e nella parete di fronte alla Gioconda si trovano le “Nozze di Cana” del Veronese. Questo “piccolo” quadro ha “soltanto” 90 mq, quanto casa mia con tutti gli annessi, e ritrae la scena tratta dal vangelo in un paesaggio veneziano, in cui i musicisti rappresentano alcuni pittori contemporanei al Veronese e se stesso. L’atto della trasformazione dell’acqua in vino è messa in secondo piano rispetto ai festanti e noi proseguiamo con il nostro viaggio verso la fine del tour dei capolavori. Ci aspettano ancora l’incoronazione di Napoleone Bonaparte, in cui fu dipinta anche la madre per motivi propagandistici nonostante questa non fosse presente e non sopportasse Giuseppina, ed il quadro della “Zattera della Medusa”. Non appena ho visto questo quadro ho voluto fermarmi per l’audioguida perché mi aveva molto colpita quando l’avevo studiato a scuola. Rappresenta un evento realmente accaduto e con crudo realismo rappresenta la zattera con i superstiti che hanno dovuto darsi anche al cannibalismo per sopravvivere.

Al termine di questa sala si trova anche un piccolo bar/ristorante in cui la gente sta già facendo la fila per pranzare e vediamo le cameriere fare avanti e indietro, chiamando eventuali gruppetti per tavoli di un numero determinato di posti. Quando chiamano un posto per due ci facciamo avanti e alla lettura del menù optiamo per un paio di insalate che anche la Piccioncina assaggia e vediamo che i sandwich ordinati dal tavolo accanto sono esattamente come quelli delle macchinette delle stazioni. Dopo un pranzo ristoratore ci mettiamo in marcia con il secondo percorso: quello dei bambini.

La barca di una divinità

La barca di una divinità

Torniamo alla sfinge di partenza ed il percorso è articolato come un lungo gioco tra le vetrine e i dipinti. Vi è spiegata la storia dell’Egitto dal punto di vista di uno scriba e sul nintendo si possono avere i giochi come individuare alcune cose tra i papiri, vedere una ricostruzione del tempio di Luxor e trovare nelle vetrine gli oggetti spiegati nella guida.

Tra i vari oggetti illustrati vi sono anche alcuni mobili di una casa, che potevano contare su un letto per i più ricchi, una stuoia e delle casse, e numerose sono le bare ed i sarcofagi presenti. Vi è presente anche il sancta sanctorum di un tempio e davanti a questo c’è la barca che si può vedere qui accanto. Per gli egizi il cielo era un enorme fiume sul quale transitavano le barche del sole, della luna e delle divinità e da questo fiume cadeva l’acqua delle piogge e delle piene del Nilo. Per favorire le piene del Nilo ed un buon raccolto, due volte all’anno questa barca veniva portata in processione per le strade cittadine.

Vicino alla zona dei sarcofagi, nascosta da un muro, vi è una mummia ancora avvolta nelle bende e negli amuleti e sotto di lei si trovava il sarcofago. Il viaggio nell’Egitto termina con gli aiutanti dei defunti, le molteplici statuette che venivano inserite nella tomba per aiutare il defunto, ed uno dei più lunghi libri dei morti mai trovati: sei metri di formule per facilitare il trapasso del defunto e fargli raggiungere i campi degli dei.

Il codice di Hammurabi

Il codice di Hammurabi

Mentre torniamo verso l’esterno ci imbattiamo nell’area mediorientale e non possiamo che fermarci tra le mura azzurre della porta di Ishtar e da lì cerco una delle cose che mi hanno sempre più interessato in campo storico: il codice di Hammurabi, il più antico testo giuridico.
Già sapevo della legge per la quale se un oste fosse stato trovato ad annacquare la birra sarebbe stato buttato nel Tigri, ma l’audioguida ci fornisce un altro punto del codice: se un figlio adottato dice al padre adottivo “tu non sei mio padre” o alla madre “tu non sia mia madre”, che gli sia tagliata la lingua.

Dopo cinque ore di museo siamo esausti e mentre Simone va a riconsegnare le audioguide, io e la Piccioncina collassiamo contro il muro, guardando quanti stanno per entrare e facendo un lieve sorriso.

Uno degli arazzi della dama e l'unicorno

Uno degli arazzi della dama e l’unicorno

La nostra giornata ai musei non è comunque conclusa. Andiamo a prendere la RER fino ai giardini del Lussemburgo, sebbene non li visitiamo in quanto sta piovendo, e ci dirigiamo verso un altro museo, quello della storia medievale che sorge sulle antiche terme gallo-romane. La prima parte del museo è dedicata all’arte cristiana e medievale, con numerose statue e mosaici disposti contro le pareti delle terme le cui mura si innalzano più alte di quelle di Pompei. Il museo si snoda tra numerose stanze che contengono arte religiosa, arte romana, una sala dedicata agli arazzi del ciclo della fanciulla con l’unicorno in cui vengono rappresentati i cinque sensi assieme al sesto, e la sala dedicata alle armi.

Ormai siamo al completo dei musei e controlliamo la mappa per tornare verso l’hotel. Il tempo non migliora dalla mattina e raggiungiamo il pantheon nella speranza di trovare la metro, ma siamo dal lato sbagliato e ci vuole all’incirca un quarto d’ora e siamo al calduccio della nostra stanza. Bisogna ancora però cenare e ci dirigiamo al Royal Jussieau dove ci siamo già trovati bene, abbiamo ancora il nostro posto all’angolo e la Piccioncina può andare avanti e indietro senza disturbare il servizio, ma dopo questa giornata bella ma faticosa collassiamo tutti in letto.

  1. Daniel Saintcall says:

    Il Museo del Luovre è un luogo bellissimo da visitare . Ci sono molto belle come ad esempio la Nike di Samotracia . Forse un giorno questa statua avrà pure la testa e cosi sarà completa .

Comments are closed.